Inno Infra Share: buone pratiche per rafforzare le infrastrutture di ricerca e innovazione

Inno Infra Share: buone pratiche per rafforzare le infrastrutture di ricerca e innovazione

News14/07/2017

Lo scorso giugno la delegazione dei sette partner europei del progretto Inno Infra Share ha visitato Brainport Eindhoven (Paesi Bassi) e Fiandre (Belgio) per conoscere in dettaglio le strategie di innovazione di due delle regioni più avanzate d’Europa.
 
Strategia di innovazione regionale
Oltre a Paesi Bassi e Belgio, il partenariato è costituito da regioni in Italia, Germania, Lettonia, Estonia, Repubblica Ceca e Svezia. Tutti i partner hanno nelle loro rispettive Strategie di Specializzazione Regionale (S3) specializzazioni e priorità simili, mirate a sostenere i settori ad alta competitività internazionale: in particolare manifattura avanzata, produzione e sistemi ad alta tecnologia, big data, chimica, agroalimentare, logistica e scienze della vita e della salute.
Attraverso il progetto, i partner europei condividono conoscenze e imparano da esperienze reciproche studiando  politiche e strategie pubbliche all’avanguardia per il miglioramento delle infrastrutture di ricerca e innovazione (R&I), con l'obiettivo di renderle accessibili e in grado di soddisfare le esigenze delle piccole e medie imprese.
In breve, significa che Inno Infra Share renderà la collaborazione tra le strutture di ricerca e innovazione e le PMI più facile, aumentandone la connettività  ai mercati. Grazie alla cooperazione internazionale e alla condivisione delle buone pratiche all'interno del progetto, i processi di sviluppo tecnologico e di approccio al mercato potranno essere potenziati e accelerati, in modo da poter fornire soluzioni alle sfide legate alle ICT, all'energia industriale, alla mobilità, all'assistenza sanitaria, alla sicurezza e all'agricoltura .

Visita studio
Il progetto avrà una durata di quattro anni. Il primo semestre è stato  dedicato alla definizione di un piano di condivisione delle conoscenze che comprende tre visite di studio. La prima visita si è svolta dal 13 al 15 giugno ed ha portato i partner a Brainport Eindhoven e nelle Fiandre per una visita ai laboratori iMec di Ghent. Il programma della visita a Eindhoven ha preso il via con una visita al campus dell'Università di Tecnologia di Eindhoven, dove il Prof. Sjoerd Romme (Facoltà di Ingegneria Industriale e Scienze dell'Innovazione) ha presentato alla delegazione l’origine storica e le metodologie di cooperazione basate sulle capacità dell’ecosistema e sull’approccio “multi-helix” all'interno della regione, ponendo l’accento sul modo in cui aumentano e facilitano il ruolo dell'infrastruttura di innovazione territoriale. La delegazione ha incontrato il dott. Huub Ambrosius, amministratore delegato di Nanolab@tu/e, laboratorio condiviso con studenti, insegnanti ed esterni (aziende come ASML e SMART Photonics) . "La cultura aperta e la cross-fertilization che ne derivano sono una condizione importante per l'innovazione e lo sviluppo", ha affermato  Ambrosius. La visita di studio si è conclusa con una presentazione sul Photon Delta, un gruppo di aziende e istituti di  Brainport Eindhoven che ha ottenuto risultati notevoli nel campo dell'integrazione integrata fotonica.

Open concept dell'innovazione
Il secondo giorno della visita di studio si è concentrato sui campus di Brainport Eindhoven: Mr. Cees Admiraal, Direttore Sviluppo Business, ha parlato di High Tech Campus Eindhoven  e dello sviluppo del campus grazie all’adozione di metodologie di open innovation. Successivamente, la delegazione ha visitato una delle istituzioni del campus, Solliance Solar Research. Huib van de Heuvel, Amministratore Delegato, ha spiegato approfonditamente il modello di partnership di Solliance, la sua tecnologia e i suoi campi di specializzazione. Infine, il programma si è concluso con un  workshop per definire azioni concrete che facilitino il trasferimento di queste buone pratiche nelle regioni europee partner.
L'ultimo giorno della visita studio è stato dedicato alla visita dei laboratori iMec di Ghent, e concentrato su due temi: elettronica flessibile ed elastica (CMST) e rete wireless. Infine,  Veerle Rijckaert ha presentato il progetto pilota Flanders FOOD and Food, una delle buone pratiche in cui gli attori della filiera produttiva collaborano strettamente con gli attori R&I.

Impressioni
Entusiasta Inese Suija-Markova - direttrice amministrativa dell'organizzazione di ricerca privata "Istituto per le soluzioni ambientali" in Lettonia: "È stato molto interessante conoscere il modello del campus HTCE e come lo spazio e i contenuti siano stati progettati e costruiti per facilitare la comunicazione, l'interazione, l'apprendimento tra gli utenti, creando reti di conoscenza efficaci. C'è molto da fare per la Lettonia per costruire un ecosistema di innovazione simile, ma credo che potremo far tesoro di alcune delle lezioni apprese e applicarle nel nostro contesto. L'attrazione dei talenti è una delle sfide più importanti per il futuro della nostra regione, per cui dobbiamo essere coraggiosi e mettere questa sfida ai primi posti dell'elenco delle priorità di tutti i settori rilevanti - pubblici, privati e accademici. Dobbiamo iniziare a costruire meccanismi di fiducia e di comunicazione tra i politici locali, gli imprenditori e gli accademici, coinvolgendoli in queste visite studio per aumentare la loro consapevolezza sui vantaggi della cooperazione. Con risorse limitate, dobbiamo riconsiderare le nostre strategie di investimento e renderle più intelligenti e più focalizzate".
La prossima visita di studio è prevista a Novembre in Emilia-Romagna. A Settembre invece si svolgeranno le prime “peer review” tra partner di progetto per approfondire in dettaglio le pratiche più interessanti relative alle infrastrutture R&I.

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