Vintag, la startup del vintage online scelta da Piquadro

Vintag, la startup del vintage online scelta da Piquadro

News15/01/2019

Su Forbes un lungo articolo dedicato a Vintag, la startup supportata da EmliaRomagnaStartup con headquarter a Bologna e che riceverà a breve un importante investimento tramite il programma Piquadro MyStartupFunding

Fra le buone storie di quest’inizio d’anno ce n’è una che riguarda un gigante e una bambina: una giovane startup italiana che ha attirato l’attenzione di un colosso. Stiamo parlando di Vintag, un’app lanciata nel 2017 che oggi vanta quasi 20mila utenti attivi, che hanno realmente acquistato o venduto un oggetto vintage. Si va dal bottone vintage proposto ad un euro alla storica Kelly di Hèrmes da oltre 20mila euro. Si spazia dai flipper e dai juke box fino alle auto d’epoca e ai modelli di Vespa della Dolce Vita, anni ’60 doc. Con oltre 70mila oggetti di design, abiti, accessori di modernariato o da collezionismo, Vintag si è guadagnata un posizionamento importante e in poco tempo ha assunto un ruolo da leader di mercato: un luogo d’eccellenza dove scovare chicche rigorosamente originali.

L’idea dell’imprenditrice 36enne Francesca Tonelli è divenuta un marketplace (o piattaforma digitale) capace di attirare l’attenzione del gruppo Piquadro – a cui fanno capo i brand The Bridge, Lancel e Piquadro – che ha appena annunciato l’investimento tramite il suo programma Piquadro MyStartupFunding, realizzando così la sua prima incursione nella cosiddetta “economia circolare” ovvero la filosofia del riciclo e riuso con valenza imprenditoriale.

Nell’ambito di un progetto che vedrà protagonista lo storico marchio di alta pelletteria fiorentina The Bridge, il gruppo investirà nella startup bolognese ideatrice dell’omonima app Vintag. A spiegare i motivi alla base di questa collaborazione è Marco Palmieri, presidente del gruppo Piquadro: “Gli amanti del vintage adorano The Bridge e per questo ho deciso di investire in Vintag, che non è solo un marketplace del second hand, ma il punto di incontro di chi vuole scambiare oggetti di stile del passato”. 

Continua a leggere su Forbes

Target: